Calcio giovanile genitori: tutti CT, nessuno responsabile.

Calcio giovanile genitori: dalla Nazionale ai campi di provincia, quello che non vogliamo vedere.

Il bar sport è ovunque (anche in tribuna)

In questi giorni stanno parlando tutti dell’Italia. Nel calcio giovanile, però, i problemi partono molto prima. Allenatori improvvisati, opinionisti da bar, analisti da tastiera. Ognuno ha la sua soluzione: cambiare i vertici, cambiare modulo, cambiare allenatore, cambiare mentalità.

Tutti CT, ma nessuno responsabile.

E sai qual è la cosa che mi fa sorridere?
Che queste dinamiche… le vedo ogni domenica nei campi di provincia.

Calcio giovanile genitori: il ruolo.

Nel calcio giovanile i genitori sono spesso più protagonisti dei ragazzi.

Una domenica mattina, campo sintetico, partita di settore giovanile. Primo tempo finisce male anzi malissimo, siamo sotto 0-2.

Si rientra negli spogliatoi, e fuori “in tribuna d’onore”… inizia la partita vera. Padri (ma soprattutto madri) che commentano: “Non capisco perché non gioca a due punte.”

Qualcuno più tecnico: “Devono stare più alti.”

E poi lui, l’immancabile: “Io lo farei giocare centrale.”

Lui chi? Il figlio, ovviamente.

Il problema non è (solo) l’allenatore

Ora, torniamo all’Italia.
Davvero pensiamo che il problema sia solo l’allenatore?
Davvero crediamo che basti cambiare uno in panchina per sistemare tutto?
Perché se fosse così semplice… nei dilettanti saremmo tutti in Serie A.

La verità, a mio modesto parere, è un’altra.

E non è comoda.

Il problema non nasce in Nazionale. Nasce prima. Molto prima.

Dove nasce davvero il problema

Nasce nei settori giovanili dove:

  • si pensa più a vincere che a formare (quante discussione con mister che “rubavano” rimesse laterali o gol fantasmi, ora ho smesso … se si divertono così, pazienza);
  • si cambia squadra ogni anno (genitori procuratori, che cambiano senza chiedere ai figli che naturalmente si fidano e seguono le indicazioni famigliari);
  • si inseguono illusioni. 

Nasce nelle tribune, dove i ragazzi giocano con più paura di sbagliare che voglia di provare.

Nasce nei campi dove si vuole tutto e subito.

Il punto di vista di un mister

Da mister, dico una cosa semplice.

Il talento non manca. Manca il tempo. Manca la pazienza. Manca la capacità di lasciar crescere un ragazzo senza mettergli addosso aspettative da professionista a 12 anni.

E allora sì, possiamo cambiare CT. Possiamo discutere moduli, convocazioni, scelte. Ma finché non cambiamo quello che succede sotto… sopra non cambierà niente.

Il calcio vero nasce lontano dai riflettori

Perché il calcio non si costruisce in conferenza stampa. Si costruisce il martedì sera, su un campo mezzo illuminato, con un ragazzo che sbaglia un controllo e riprova.

E forse, prima di dire cosa non funziona in Nazionale… dovremmo guardare cosa succede la domenica sotto casa.

La verità che non vogliamo accettare

Perché il problema non è l’Italia, siamo noi e solo noi con i nostri limiti e le nostre idee, lasciamoli giocare, senza ansia da risultato e senza fare le conferenze a tavola dopo le partite, sono ragazzi lasciamoli sbagliare.

Se vivi anche tu questo mondo… sai di cosa parlo.

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